Gli studenti dell’Istituto Monastico incontrano la tradizione monastica orientale in Romania
Gli studenti dell’Istituto Monastico di Sant’Anselmo hanno recentemente concluso un pellegrinaggio di studio in Romania, incontrando le comunità ortodosse per approfondire le radici comuni del monachesimo orientale e occidentale.
15 Giugno 2026
Prof. Fernando Rivas OSB
Istituto Monastico
Facoltà di Teologia
Ateneo Sant’Anselmo
Dal 28 maggio al 3 giugno 2026 un gruppo di studenti dell’Istituto Monastico di Sant’Anselmo ha avuto l'opportunità di compiere un pellegrinaggio in Romania, terra profondamente segnata dalla fede cristiana e dalla tradizione monastica orientale. Provenienti da numerosi Paesi e appartenenti a diverse famiglie monastiche, siamo partiti da Roma non come semplici turisti, ma come pellegrini desiderosi di incontrare una Chiesa sorella e di conoscere dall’interno la ricchezza spirituale dell’Ortodossia romena e la sua vita monastica.
Il pellegrinaggio di studio si è realizzato con la guida di P. Gheorghe Militaru e sua moglie Ruxandra Militaru. Il gruppo contava anche la presenza di P. Ruberval Monteiro, che ci ha illustrato sulla ricchezza dell'arte e iconografia romena.
Fin dal nostro arrivo a Bucarest siamo stati accolti con grande cordialità dai rappresentanti della Chiesa Ortodossa Romena. La visita alla Cattedrale Patriarcale e alla nuova Cattedrale della Salvezza del Popolo ci ha immediatamente introdotti alla dimensione ecclesiale della fede romena. Non ci siamo sentiti osservatori esterni, ma ospiti accolti con sincera benevolenza. Le guide e i responsabili ecclesiastici che ci hanno accompagnato hanno saputo presentarci non soltanto monumenti e opere d’arte, ma soprattutto una tradizione viva, profondamente radicata nella storia del popolo romeno.
Particolarmente significativo è stato il nostro ingresso nel Monastero di Antim. I monaci ci hanno ricevuti con semplicità e discrezione, secondo quella tradizione dell’ospitalità che accomuna Oriente e Occidente. Durante la partecipazione ai Vespri abbiamo percepito come la liturgia costituisca ancora oggi il cuore pulsante della vita monastica ortodossa. Le lunghe melodie, il profumo dell’incenso, la venerazione delle icone e il raccoglimento dei fedeli ci hanno introdotti in una dimensione di preghiera che molti di noi avevano conosciuto soltanto attraverso lo studio.
Nei giorni successivi abbiamo visitato i monasteri di Cernica e Pasărea. In entrambi i luoghi siamo stati accolti con grande generosità dalle comunità monastiche femminili e maschili ortodosse. I monaci e le monache hanno condiviso con noi la storia dei loro monasteri, le prove attraversate durante il periodo comunista e la rinascita spirituale degli ultimi decenni. Le loro testimonianze hanno dato un volto concreto a quanto spesso leggiamo nei libri di storia ecclesiastica.
Un momento particolarmente importante è stato l’incontro con le autorità ecclesiastiche locali e con i responsabili del Seminario Teologico. Le conversazioni fraterne hanno mostrato quanto siano numerosi i punti di convergenza tra la tradizione benedettina e quella ortodossa: l’amore per la liturgia, la centralità della vita comunitaria, l’obbedienza, la lectio divina e la ricerca incessante di Dio.
Procedendo verso la Valacchia e la Transilvania abbiamo visitato alcuni dei più celebri monasteri della Romania: Curtea de Argeș, Dintr-un Lemn, Horezu, Bistrița e Govora. In ciascuno di essi siamo stati accolti con il tradizionale saluto cristiano e con quella gentilezza che caratterizza il monachesimo romeno. Ricordiamo in particolare la visita a Horezu, dove l’armonia tra architettura, iconografia e liturgia ci è apparsa come una vera sintesi di teologia vissuta.
La domenica di Pentecoste abbiamo partecipato alla Divina Liturgia nella Cattedrale di Râmnicu Vâlcea. L’accoglienza dell’arcivescovo e dei sacerdoti locali è stata particolarmente calorosa. Nonostante le differenze confessionali, abbiamo percepito una sincera fraternità ecclesiale. La comune venerazione per i Padri della Chiesa, per il monachesimo antico e per la tradizione spirituale ci ha fatto sentire molto vicini.
Un’altra esperienza indimenticabile è stata la visita al monastero di Cozia, una delle culle spirituali della Romania. I monaci ci hanno guidato attraverso la storia secolare del monastero, illustrandoci gli affreschi, le reliquie e il significato della vita contemplativa. Molti di noi hanno riconosciuto in quella comunità lo stesso desiderio di ricerca di Dio che anima la tradizione benedettina.
A Sibiu abbiamo avuto la gioia di partecipare nuovamente alla Divina Liturgia nella grande Cattedrale della Santissima Trinità. Qui siamo stati ricevuti da membri del clero locale che hanno manifestato grande interesse per l’Istituto Monastico di Sant’Anselmo e per il dialogo teologico tra Oriente e Occidente. L’incontro si è svolto in un clima di autentica amicizia e reciproca stima.
Il percorso attraverso Sighișoara, Făgăraș e il monastero di Sâmbăta de Sus ci ha permesso di conoscere meglio la spiritualità romena contemporanea. La figura di san Arsenie Boca, tanto venerata dal popolo romeno, ci è stata presentata con profonda devozione dai monaci del monastero. Ancora una volta siamo rimasti colpiti dalla capacità del monachesimo ortodosso di custodire la memoria spirituale del proprio popolo.
Negli ultimi giorni abbiamo visitato Brașov, Sinaia e il monastero di Ghighiu. Ovunque siamo stati ricevuti con attenzione e cordialità. In particolare, presso il monastero di Sinaia abbiamo avuto un lungo momento di dialogo con alcuni monaci che ci hanno parlato della loro vocazione, della vita quotidiana e delle sfide pastorali del mondo contemporaneo.
Al termine del pellegrinaggio, mentre tornavamo verso Bucarest per il volo di rientro a Roma, tutti noi avevamo la sensazione di aver ricevuto molto più di quanto ci aspettassimo. Non avevamo soltanto visitato monumenti e monasteri: avevamo incontrato persone, comunità e una tradizione ecclesiale viva.
Portiamo con noi il ricordo della straordinaria ospitalità ricevuta, della fraternità sperimentata con i monaci e con le autorità della Chiesa Ortodossa Romena, della bellezza delle celebrazioni liturgiche e della testimonianza di una fede che continua a plasmare il volto della Romania.
Per gli studenti dell'Istituto Monastico di Sant'Anselmo, questo pellegrinaggio è stato una vera esperienza ecclesiale e monastica: una scuola di comunione, un incontro con le radici comuni della tradizione cristiana e un invito a proseguire con rinnovato entusiasmo il cammino alla ricerca di Dio.














