I benedettini si uniscono a papa Leone XIV a San Paolo fuori le mura

Papa Leone XIV ha preso possesso della Basilica di San Paolo fuori le mura con una cerimonia che ha incluso membri del Collegio e della Schola di Sant’Anselmo. La sua omelia ha riflettuto sull'universalità della salvezza e sull'urgenza di proclamare il Vangelo.

Foto di fr. Patrick Carter OSB

22 Maggio 2025

Martedì 20 maggio, il nuovo Santo Padre, Papa Leone XIV, ha formalmente preso possesso della Basilica Papale di San Paolo fuori le mura a Roma. Tra i presenti c’erano circa 30 monaci del Collegio di Sant’Anselmo, guidati dall’Abate Primate Jeremias Schröder. La loro presenza, sia liturgica che simbolica, è stata una silenziosa testimonianza del ruolo benedettino nella vita del centro della Chiesa.

L’evento ha incluso un contributo speciale da parte di sei membri della schola di Sant’Anselmo, che si sono uniti al coro residente della Basilica su invito del suo maestro di cappella. L’inclusione del canto monastico ha sottolineato la profondità e la continuità della tradizione liturgica benedettina nel papato moderno.

Al suo arrivo alla Basilica, Papa Leone XIV è stato ricevuto dall’Abate Donato Ogliari e dall’Arciprete della Basilica, il Cardinale James Michael Harvey. Anche l’Abate Primate Jeremias ha potuto salutarlo personalmente, insieme ai membri della comunità di San Paolo. Insieme ai monaci benedettini, il Papa è entrato attraverso la Porta Santa e ha proceduto in solenne processione verso l’abside. Lì, è sceso alla Confessione e ha offerto venerazione alla tomba di San Paolo Apostolo. È stato un momento ricco di significato, che ha collegato l’ufficio petrino con l’eredità dell’Apostolo delle Genti.

Dopo questo atto di devozione, Papa Leone XIV si è rivolto all’assemblea e ha introdotto una lettura dalla Lettera ai Romani. Nella sua omelia, il Santo Padre ha riflettuto sull’universalità del messaggio cristiano, tratto da Romani 10:9-15. Ha ricordato ai presenti che credere e proclamare vanno di pari passo: “Credere nel cuore e confessare con le labbra. Questi due aspetti, interiore ed esteriore, sono essenziali perché la fede sia vissuta e condivisa”. Ha sottolineato che il Vangelo non deve mai rimanere confinato al credo personale, ma deve sempre raggiungere l’esterno attraverso la testimonianza e la carità. Il Papa ha concluso affermando che “non possiamo rassegnarci a un mondo senza speranza, senza Cristo”, esortando tutti i presenti a essere “segni credibili della gioia e della pace del Risorto”.

Dopo un breve silenzio, Papa Leone XIV si è avvicinato ancora una volta all’altare per venerare il Trofeo dell’Apostolo, un monumento tradizionalmente ritenuto segnare il luogo di sepoltura di San Paolo.

La frase “prendere possesso” di una basilica si riferisce a un’antica usanza che significa l’assunzione da parte del nuovo papa della responsabilità spirituale e cerimoniale sulle quattro principali basiliche papali di Roma: San Pietro, San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore e San Paolo fuori le mura. Queste basiliche hanno storicamente ancorato la vita liturgica e amministrativa della Chiesa romana. Il rito di martedì a San Paolo fuori le mura, la seconda più grande dopo San Pietro, segna un altro passo nell’assunzione formale da parte di Papa Leone XIV dei doveri del papato. Il suo secondo Regina Caeli sarà celebrato domenica 25 maggio, lo stesso giorno in cui prenderà possesso delle Basiliche di San Giovanni in Laterano e Santa Maria Maggiore.

Per i monaci di Sant’Anselmo, la loro partecipazione a questa storica occasione serve come un promemoria silenzioso ma fermo del loro posto nel cuore della vita della Chiesa, radicato nella tradizione, nel servizio e nell’apprendimento. È anche un invito visibile a tutti i superiori benedettini: a considerare l’Ateneo Sant’Anselmo e il suo Collegio non solo come istituzioni di studio e formazione, ma come partecipanti attivi ai ritmi della Chiesa universale.

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