Un inizio perfetto per i preparativi del Giubileo del 2029
I benedettini di tutto il mondo si stanno preparando per il Giubileo del 2029, che segna i 1.500 anni dalla fondazione di Montecassino. Ispirato da Papa Leone XIV, Adam Simon, coordinatore del Progetto 2029, presenta il Giubileo come un viaggio attraverso luoghi di speranza: i monasteri benedettini.
Foto per gentile concessione dell'Abbazia di Montecassino.
4 Gennaio 2026
Adam Simon
Coordinatore del Progetto 2029
adam.simon@anselmianum.com
Nel settembre 2024, centinaia di abati si sono riuniti a Roma per il Congresso Quadriennale degli Abati e hanno concordato di celebrare, nel 2029, il 1500° anniversario della fondazione di Montecassino come Giubileo della vita benedettina. I preparativi per questo Giubileo sono iniziati sotto la guida dell'Abate Primate, con l'aspirazione di unire i benedettini di tutto il mondo in un Giubileo di ricordo, riflessione e rinnovato orientamento verso il futuro.
La visita di Papa Leone XIV a Sant'Anselmo, in occasione dell'anniversario della sua dedicazione, è stato un momento importante di gratitudine, ripercorrendo 125 anni di storia. È stato anche un evento che ci ha invitato a guardare avanti. Siamo ansiosi di trarre ispirazione dalle parole di Papa Leone XIV per celebrare il futuro Giubileo in modo più significativo e fruttuoso.
Verso il Giubileo Benedettino del 2029
L'organizzazione del Giubileo è solo all'inizio, ma il suo obiettivo è chiaro. È un processo di trasformazione, non un singolo evento da celebrare nel 2029.
Il tema scelto per il Giubileo è “Luoghi di speranza dal 529”. Un monastero è sempre un luogo; non è mai un'idea astratta. I monasteri sono così diversi perché sono profondamente radicati nelle terre e nelle culture in cui sorgono. Sono luoghi dove la speranza è vissuta e offerta.
Nella sua omelia a Sant'Anselmo, Papa Leone XIV sembrava già consapevole di questo tema, offrendoci un linguaggio che lo sostiene magnificamente. Ha descritto il monastero come un luogo di incontro:
La Dedicazione è il momento solenne nella storia di un edificio sacro, quando viene consacrato per essere un luogo di incontro tra spazio e tempo, tra il finito e l'infinito, tra l'umanità e Dio: una porta aperta sull'eternità.
Speriamo che il Giubileo risvegli l'entusiasmo, catturi l'immaginazione delle persone e rafforzi un senso di orgoglio nei nostri monasteri. Guardando sia al passato che al futuro, cerchiamo di portare alla luce il valore duraturo della Regola di San Benedetto e la sua continua rilevanza.
Le parole di Papa Leone XIV come fonte di ispirazione
Nelle sue parole di ringraziamento a Papa Leone XIV, l'Abate Jeremias gli ha chiesto di accompagnare il cammino del Giubileo:
Desideriamo esplorare come questa tradizione di San Benedetto e Santa Scolastica possa diventare significativa per un mondo che si ritrova ancora una volta sull'orlo della trasformazione e dello sconvolgimento. Speriamo e preghiamo che il successore di Pietro accompagni la nostra riflessione, il nostro discernimento e la nostra azione – per quelli di noi che vivono nei monasteri, ma anche per la Chiesa e il mondo intero.
Il nuovo Pontefice valorizza chiaramente il contributo dei benedettini. Dalle sue parole, possiamo discernere quattro filoni di incoraggiamento che sostengono la nostra visione del Giubileo.
1. Il Giubileo è dedicato all'evangelizzazione
Prima della sua elezione a Papa, Padre Robert Prevost, allora Priore Generale, fu intervistato nel 2012 dopo aver partecipato al Sinodo sull'Evangelizzazione. Ha sottolineato l'importanza della vita religiosa nell'evangelizzazione:
L'importanza della vita religiosa nel corso della storia della Chiesa deve essere apprezzata e non può essere sottovalutata… soprattutto se guardiamo alla prima evangelizzazione, che ha stabilito la Chiesa locale in varie regioni. Da lì è emerso ciò che conosciamo oggi.
Per Papa Leone XIV, la vita religiosa è sempre stata centrale nell'impegno missionario della Chiesa. Il nostro Giubileo, quindi, deve essere anche un tempo di rinnovata energia missionaria, in cui i nostri “luoghi di speranza” diventino ancora una volta centri di evangelizzazione.
2. I monasteri come agenti di trasformazione
Nella sua prima esortazione apostolica, Dilexi te, Papa Leone XIV dedica una sezione sostanziale al ruolo dei benedettini, offrendo una ricca ispirazione per la preparazione del Giubileo. Definisce la Regola di San Benedetto come “la spina dorsale della spiritualità monastica europea”. La vita monastica è una “scuola di carità”, in cui il lavoro manuale plasma il cuore per il servizio e lo prepara ad accogliere Cristo nella persona dei poveri e degli stranieri.
In questa esortazione, presenta la tradizione monastica come “un percorso concreto per trasformare la società”. I monasteri, questi tangibili “luoghi di speranza”, sono chiamati a essere lievito per una nuova civiltà, dove la dignità di ogni persona è onorata e il Vangelo opera in modo silenzioso ma potente.
3. Il Giubileo come opportunità di rinnovamento
In mezzo al caos e all'incertezza, molte persone oggi cercano rinnovamento e una vita spirituale più profonda. Raramente la fede è stata così necessaria o così rilevante. Papa Leone XIV ha parlato esplicitamente di rinnovamento nel suo discorso al clero di Roma il 19 settembre 2025:
Attraverso il processo sinodale, lo Spirito ha risvegliato la speranza di un rinnovamento ecclesiale capace di rivitalizzare le comunità, affinché possano crescere nello stile evangelico, nella vicinanza a Dio e in una presenza di servizio e testimonianza nel mondo.
Il Giubileo diventa così un momento privilegiato per accogliere e rispondere a questa chiamata al rinnovamento – all'interno dei nostri monasteri, delle nostre comunità di oblati e laici e di tutti coloro che guardano alla vita benedettina per guida e forza.
4. Cristo al centro della visione del Giubileo
La nostra visione del Giubileo è radicata in Cristo e guidata dalla Regola. Nelle sue parole a Sant'Anselmo, Papa Leone XIV ha posto chiaramente Cristo al centro della missione della Chiesa:
Questa celebrazione ci ricorda che… anche noi possiamo rispondere alla chiamata della nostra vocazione solo ponendo Cristo al centro della nostra esistenza e della nostra missione, a cominciare da quell'atto di fede che ci porta a riconoscerlo come Salvatore e traducendolo in preghiera, studio e nell'impegno di una vita santa.
Tutti i temi del nostro Giubileo – Risveglio, Ascolto, Crescita, Fioritura – sono in definitiva inviti a porre Cristo più saldamente al centro delle nostre vite e comunità, in luoghi e circostanze molto concrete.
Il programma del Giubileo: quattro anni, quattro luoghi di speranza
Ogni anno nel periodo che precede il Giubileo avrà un tema e sarà incentrato su un monastero, un luogo di speranza dove la Regola ha messo radici in un contesto particolare.
2026 – Norcia: “Risveglio”
Il luogo di nascita di San Benedetto ci invita a iniziare il viaggio in compagnia del santo, della sua sorella gemella Santa Scolastica e della loro famiglia. È un invito alla memoria e alla gratitudine.
2027 – Roma: “Ascolta”
Nel cuore della Chiesa, San Benedetto ascolta: la Parola di Dio, l'insegnamento della Chiesa e le grida e le speranze del mondo. È un tempo di conversione, coraggio e avventura.
2028 – Subiaco: “Cresci”
Nella solitudine e nella bellezza di Subiaco, riflettiamo sulla crescita nella vita spirituale e nella comunità, formati nella scuola del servizio al Signore. È un tempo di lotta in cui San Benedetto abbraccia il cambiamento.
2029 – Montecassino: “Fiorisci”
A Montecassino, il centro della nostra celebrazione, contempliamo la chiamata a fiorire nella santità e nel servizio, offrendo i nostri monasteri come luoghi duraturi di speranza per la Chiesa e il mondo.
Come tutti i Giubilei, iniziamo con la gratitudine. Ma c'è anche un senso di penitenza: cosa ha fatto la famiglia benedettina con l'eredità di San Benedetto? Come ha detto Papa Leone XIV nel suo discorso a Sant'Anselmo l'11 novembre, citando una frase del Discorso a Sant'Anselmo di Papa San Giovanni Paolo II (1 giugno 1986):
Sant'Anselmo ci ricorda che la conoscenza dei divini misteri non è tanto il frutto del genio umano quanto un dono che Dio fa agli umili e ai fedeli.
Lo spirito del Giubileo si fonda quindi sull'abbracciare l'umiltà come punto di partenza per il rinnovamento.
Da questa base, desideriamo invitare il mondo alla speranza, alla saggezza e alla stabilità della vita benedettina. Desideriamo anche aprire nuove frontiere, facendo eco alle parole di Papa Leone XIV l'11 novembre:
Il monachesimo è stato una realtà di ‘frontiera’, che ha portato uomini e donne coraggiosi a stabilire centri di preghiera, lavoro e carità nei luoghi più remoti e impegnativi.
Pianificare un Giubileo per il XXI secolo
Stiamo pianificando eventi per celebrare il Giubileo e incoraggiando la creazione di opere culturali come libri, musica, arte e video. Invitiamo cordialmente i lettori di questo articolo a suggerire modi per celebrare il Giubileo scrivendo al Gruppo Direttivo 2029: adam.simon@anselmianum.com.
Questo sarà il primo Giubileo digitale per i benedettini, una differenza importante rispetto alle celebrazioni precedenti come i Giubilei della nascita di San Benedetto nel 1880 e nel 1980. Creeremo un sito web dedicato e un hub digitale globale dove i monasteri potranno condividere risorse. Siamo profondamente consapevoli della ricca diversità culturale dei benedettini in tutto il mondo e desideriamo rifletterla online. In un ordine tipicamente focalizzato localmente sulle sue comunità di origine, miriamo a creare un'eredità a lungo termine di connessione globale.
Desideriamo anche raggiungere un pubblico più ampio: monaci e monache; oblati e laici; giovani e studenti; famiglie; la Chiesa in generale; e cercatori di verità. Desideriamo rinnovare il nostro carisma ecumenico al servizio della Chiesa, come ha affermato l'Abate Jeremias l'11 novembre:
Molti dei nostri monasteri sono stati impegnati nel dialogo ecumenico, con particolare attenzione alle Chiese orientali… anche oggi siamo pronti a continuare su questa strada.
Desideriamo stimolare l'interesse per la vita e la vocazione benedettina, avvicinando le persone ai monasteri e valorizzandoli come luoghi duraturi di speranza in tutto il mondo. Speriamo che questo porti a più visitatori, un impegno più profondo e, a Dio piacendo, nuove vocazioni. Vogliamo che questo Giubileo sia un dono per il mondo intero, come ha affermato l'Abate Jeremias a Sant'Anselmo l'11 novembre:
San Benedetto ha ispirato e regolato uno stile di vita che ha trasformato questo continente, come ha riconosciuto Papa Paolo VI quando lo ha proclamato patrono principale d'Europa. L'eredità benedettina non appartiene solo a noi monaci e monache: è un dono per tutta la Chiesa e per il mondo intero.
La nostra preghiera per il Giubileo è per il rinnovamento e la trasformazione dei benedettini in tutto il mondo, affinché i nostri monasteri possano essere veramente “luoghi di speranza” per tutti coloro che li incontrano. Siamo grati a Papa Leone XIV per essere stato con noi all'inizio di questo viaggio e traiamo ispirazione dalle sue parole e dalla sua presenza.

